Perché parto dal Jerk? (Spoiler: molti lo trascurano!)
Bentornati e per quanto tardi buon 2026.
Torno a scrivere su piccola indicazione da parte del Coach Borgino che mi chiesto, per questa volta, di scendere sul lato pratico staccandomi un pochino da quello teorico. Ed eccoci qua a parlare del Jerk, per i meno anglofoni “slancio”.
Se ti alleni spesso con il bilanciere in mano, è facile che il focus vada sulla parte “di tirata” (clean) e molto meno sulla parte sopra la testa. Eppure, il jerk è spesso il vero collo di bottiglia: richiede una base di forza overhead, ma soprattutto coordinazione e precisione. Quando “non viene”, spesso il problema non è la volontà: è che l’impostazione di partenza non è chiara, e a cascata si perde tutto il resto.
In questo articolo ti propongo un approccio semplice ma strutturato: non mille cue durante l’alzata, ma un metodo di autovalutazione da usare a fine serie con un video (o con un compagno). L’idea è capire cosa stai facendo e dove si rompe la catena, così puoi scegliere il correttivo giusto.
Overhead pratico: costruisci “la colonna” sopra la testa
Obiettivo:
Prima di chiedere al corpo di essere esplosivo e “scendere sotto” un bilanciere, devi avere 3 cose:
- linea overhead (bilanciere sopra il centro del corpo, non davanti),
- tronco stabile (niente compensi lombari per “arrivare su”),
- spalle e scapole che sanno lavorare (stabilità + controllo).
Il press come base (senza renderlo complicato)
Il press è un ottimo “test” perché: se la linea overhead è sporca a carico moderato, nel jerk diventa solo più veloce e più pericolosa.
Self-check (2 domande, facili):
• Quando arrivo in alto il bilanciere è sopra il centro del piede? Il suo peso mi tira in avanti?
• Ho finito l’alzata “impilato” (coste giù, bacino neutro) o sto facendo il movimento curvato in estensione?
La risposta corretta si progredisce con un altro esercizio, con difficoltà maggiore, sia essa per carico maggiore, velocità o componente dinamica.
Progressione pratica (direi minima)
- • Strict press (costruisci linea e controllo)
- • Push press (introduci potenza ma mantieni traiettoria)
- • Jerk (introduci “drop” e ricezione)
Regola generale: se nel push press la barra avanza, ricordati che nel jerk andrà ancora più avanti. Prima va sistemata la traiettoria, poi aumenterai velocità.
Qui usiamo la stessa logica: un’analisi per fasi, partendo dal set-up e andando avanti.
L’obiettivo non è “pensare durante l’alzata”, ma riguardare il video e provare rispondere a poche domande chiave.
Come usare la checklist (senza impazzire)
- • Filma 1–2 serie (angolo di 45° rispetto all tua posizione se puoi).
- • Scegli 1 fase e 1 tema per volta (es. “dip + piedi”).
- • Se trovi 2 “NO” uguali, non aumentare carico: fai un drill o regredisci una variante.
SET-UP
Posizione di partenza
Errori tipici
- • Piedi troppo larghi + peso sull’avampiede
- • Disallineamento spalla–anca–piede
- • Gomiti che “scendono”, bilanciere che perde contatto con il deltoide
Domande con cui analizzare il gesto
- • Dove si trova il carico? E’ sopra il terzo medio del piede (zona “primo laccio”)?
- • I gomiti sono allineati al pavimento? Riesci a stabilire la posizione di front rack?
- • Sono posizionato con colonna neutra, spalla–anca–piede allineati?
dip
Discesa
Errori tipici
- • Il peso scappa dal centro piede
- • Il tronco avanza e i gomiti perdono altezza
- • Piccola pausa in fondo al dip (perdi elasticità e timing)
Domande con cui analizzare il gesto
- • Ho mantenuto il peso dove era in partenza (centro piede), senza andare su punte?
- • Gomiti e tronco sono rimasti nella stessa posizione oppure ho ceduto in avanti?
- • Il dip è stato continuo o ho fatto una pausa?
drive
Spinta
Errori tipici
- • Perdo gomiti appena parto con la spinta
- • Spingo il bilanciere in avanti “per passare la testa” (invece di spostare la testa sotto)
- • Non completo l’estensione di anca–ginocchio–caviglia
Domande con cui analizzare il gesto
- • Gomiti e tronco: sono riuscito a mantenere quanto visto nella posizipne precedente?
- • La barra si muove? Se sì: va in avanti? Ho spostato la testa per farla passare “vicino”, non “girandoci attorno”?
- • Ho finito la spinta con gambe davvero estese?
catch / receive
Ricezione in split
Errori tipici
- • Split corto (poca base)
- • Gamba dietro troppo “morbida” o gamba davanti con tibia non verticale
- • Bilanciere non allineato con la parte posteriore del collo (linea instabile)
Domande con cui analizzare il gesto
- • Atterro stabile? Tibia davanti quasi verticale e dietro “attiva” (non collassata)?
- • Ho braccia bloccate e bilanciere stabile sopra la testa?
recovery
Chiusura
Qui va inserito un concetto forte: il primo piede che si muove è l’anteriore. Va quindi evitato di staccare prima il posteriore perché ciò può spostare il bilanciere e creare rischio.
Domande con cui analizzare il gesto
- • Ho riportato prima il piede davanti e poi il dietro, mantenendo il bilanciere stabile?
- • Durante la risalita le braccia sono rimaste solide e la barra non è “scappata”?
Mi rendo conto di aver messo molta carne sul fuoco ma vorrei ripetere come questa questa checklist non debba servire a rendere tutto “perfetto”: piuttosto potrebbe servire a rendere il lavoro ripetibile.
Il cervello migliora quando ripete bene, e l’analisi video aiuta perché collega sensazioni, gesto e correzioni in modo più stabile. Se poi hai un coach o un compagno competente, il salto di qualità è più rapido: loro vedono pattern che, da soli, spesso sfuggono.
“Ma quindi cosa faccio alla prossima sessione?”
- • Filmo 2 serie.
- • Scelgo una fase (es. Dip) e un tema (es. piedi).
- • Rispondo a 3 domande massimo.
- • Se due risposte sono “NO”, tengo il carico e faccio 2–3 serie drill tecniche.
Grazie,
Lorenzo















